Le Pillole di Sergio

Pillola N° 12/18: ANDAR PIANO PER ANDAR FORTE

3/4/2018 ...ecco la pillola by Coach Sergione sull'impepata di triathlon....  
Buona Lettura!  

Uno degli aspetti che più amo del triathlon è l'equilibrio che richiede nella sua preparazione e quello che di riflesso ti dona nella vita di tutti i giorni.
La Triplice è uno sport unico, composto di tre discipline e il più grande errore che si possa fare è quello di approcciarsi al triathlon con l'idea di allenare tre sport.
Gli allenamenti nel triathlon, come in quelli di altri sport di resistenza, oltre a tenere conto degli aspetti prestazionali devono tener conto di quelli metabolici.
Il dispendio energetico nella triplice è uno degli aspetti più importanti e allo stesso tempo più sottovalutati, spesso ci si concentra sull'essere veloci nel nuoto, nella bici e nella corsa, più difficilmente si pensa all'essere efficaci e a mantenere una buona performance a dispetto del passaggio da una disciplina all'altra.
Generalmente in uno sport che non richiede il passaggio a un'altra disciplina, l'obiettivo è quello di andare all'esaurimento delle energie, ad esempio un nuotatore che gareggia sui 1500 metri si troverà a dare il tutto per tutto negli ultimi 100 metri, un triatleta invece, terminata la frazione a nuoto, dovrà affrontare la frazione di bici e quella di corsa...quindi è auspicabile che nel suo serbatoio ci sia ancora parecchia benzina.
Il triathlon è uno sport che richiede molta tattica, abusare dei propri punti forti può voler dire mandare all'aria mesi di lavoro, mentre usarli a supporto delle proprie debolezze può fare la differenza tra il raggiungere o no i propri obiettivi.
Per prima cosa bisogna gestire il proprio rapporto con il Lattato, che non si palesa nel nostro organismo solo quando siamo a tutta, ma è rilevabile in diverse quantità in ogni momento della nostra performance. Potrei dilungarmi dandovi valori di produzione del lattato in relazione alla zona di lavoro, ma sarebbe solo noioso, in realtà senza guardare tante strumentazioni, indici e valori, negli allenamenti e in gara è fondamentale riuscire a capire bene tre sensazioni del nostro organismo riassumibili in:
-sto andando facile (ritmo aerobico)
-sono al gancio (ritmo di soglia)
-sono alle cozze (fuori soglia)
L'obiettivo principale di un allenamento dovrebbe essere aumentare la nostra soglia, punto limite in cui il nostro organismo tollera il lattato, e mettere l'organismo in condizione di smaltire rapidamente il lattato accumulato fuori soglia.
Tutte queste zone vanno di pari passo con il nostro consumo di ossigeno, per smaltire l'acido lattico è fondamentale essere in fase di aerobia, questo è ottimo per capire come stiamo lavorando o come ci stiamo gestendo.
A un ritmo facile riesco a rispondere e parlare senza problemi perché la domanda di ossigeno dei miei muscoli per produrre energia è limitata, passando a un ritmo in cui sono al gancio riuscirò a rispondere solo a monosillabi per poi passare al ritmo "alle cozze" in cui riuscirò solo a rispondere male.
Il bello del triathlon e degli sport di resistenza in generale è l'opportunità che possono darci di dialogare con il nostro corpo e con la nostra mente, troppo spesso però quantifichiamo il valore delle nostre prestazioni in velocità o in chilometri percorsi.
In realtà la "velocità" o la resistenza dovrebbero venire con il tempo, come risultato di un percorso che abbiamo fatto dentro noi stessi e non come il muto raggiungimento di un numero che ci siamo scritti in testa.
Perché il raggiungimento di un numero, spesso, non è cosa difficile... siamo tutti capaci, con un po' di volontà a sopportare la fatica.
Più difficile forse è aprire un dialogo con se stessi, accettando le nostre debolezze e utilizzandole per vincere.

Sergio Viganò


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