Le Pillole di Sergio

Pillola N° 14/18: NESSUNA STRADA MAESTRA

17/4/2018 ...nella pillola smart di questo Martedì, Coach Sergione torna sul triathlon...  
Buona Lettura!  

Il Triathlon fortunatamente è uno sport molto complesso, questo suo aspetto non lo rende mai noioso e c'è sempre qualcosa da imparare.
L'errore più grosso cui si può andare incontro è di scorporarlo in tre sport e pianificare la propria performance sulla base dei risultati che otteniamo nelle singole discipline.
La Triplice è si composta di tre discipline, ma si tratta di uno sport unico, perdere di vista quest'aspetto significa invalidare pesantemente buona parte dei nostri allenamenti e di conseguenza della nostra performance.
In ottica preparazione bisogna capire prima di tutto a cosa si va incontro, principalmente sono presenti due macro differenze, possiamo affrontare una distanza breve (sprint e olimpico) o una distanza lunga (70.3 e Ironman), vi sono anche altre distanze, ma diciamo che il grosso dell'interesse ruota attorno a queste quattro.
Pur trattandosi sempre di Triathlon se parliamo di brevi o lunghe distanze, parliamo di due sport completamente differenti, con regolamenti differenti, sollecitazioni differenti e aspetti tecnico tattici differenti.
Le distanze brevi m'impongono di sviluppare la mia performance non solo su me stesso ma soprattutto sui miei avversari. Che io sia un professionista o un amatore alle prime armi, a causa del regolamento, sono inevitabilmente portato ad avere una relazione molto stretta con chi sta gareggiando con me.
Volendomi approcciare a questo tipo di gare è prima di tutto fondamentale curare l'aspetto tecnico della bicicletta, devo sapermi spostare in gruppo, collaborare, e pedalare a velocità sostenute stando molto vicino ad altri atleti, prima della prestazione viene la sicurezza, vostra e degli atleti che vi stanno accanto.
Secondariamente è importante sviluppare la tolleranza a ritmi molto elevati e soprattutto la capacità di recuperare nei momenti di "calma", a dispetto della singola prestazione riuscire a stare in scia durante la frazione natatoria e durante quella ciclistica ci regala un vantaggio non indifferente, quindi bisogna allenare tutti gli aspetti che ci consentono di farlo.
Per quanto riguarda le lunghe distanze invece è fondamentale allenare il nostro passo e la capacità di gestire le nostre risorse durante tutto il tempo di gara.
Nelle gare lunghe è vietata la scia, l'unico momento in cui possiamo usufruirne è la frazione natatoria, ma una volta usciti dall'acqua siamo soli con noi stessi.
Per questo motivo è fondamentale che la nostra sia una gara di gestione e pianificazione, dovrò fare principalmente la gara sulle mie possibilità cercando di lasciare al caso il minor numero di aspetti possibile, anche se vi garantisco che difficilmente accadrà quanto è stato pianificato.
In generale per approcciarsi correttamente al triathlon bisogna iniziare a guardarlo nella sua interezza, per esempio se voglio migliorare la mia frazione bici, non necessariamente dovrò massacrarmi di allenamenti in bici...forse dovrò cercare la soluzione del mio problema nella frazione precedente, migliorando la mia gestione energetica durante il nuoto.
Inutile andar fieri di una corsa a secco "veloce" se non riesco a contestualizzarla, se finisco la benzina tra nuoto e bici, difficilmente riuscirò ad esprimere una performance podistica meritevole dei miei tempi a secco.
Il triathlon è un viaggio alla scoperta di noi stessi, in cui ogni giorno dobbiamo aggiungere un tassello al rapporto con il nostro corpo, il miglior modo per farlo è cambiare continuamente punto di vista, non pensare di avere dei punti forti o dei punti deboli assoluti, ma lavorare per far si che tutti i punti che ci contraddistinguono siano in armonia e sinergia tra di loro
.

Sergio Viganò


Condividi questo articolo:

SOCIAL SPOTLIGHT