Le Pillole di Sergio

Pillola N° 25/18: MANGIA, AMA E PEDALA

19/7/2018 ...il senso del Coach per la bici. Pillola aerodinamica, quella di questa settimana...  
Buona Lettura!  

La bici è libertà pura, nonostante sia solo una parte del triathlon, lei resta la mia più grande passione da sempre.
La sua bellezza risiede nella sua semplicità che tuttavia non la limita nelle sue infinite potenzialità, non vi sono limiti di terreno, distanza e fantasia, la bicicletta ci permette d'interpretare il mondo che ci circonda, di percorrere nuove strade e trovare nuove emozioni su quelle che abbiamo già percorso.
La bicicletta dalla sua invenzione è cambiata nelle geometrie, nei materiali, nell'utilizzo, ma la sua essenza è rimasta la stessa, una serie di cerchi collegati tra loro che si muovono in perfetta sincronia e armonia.
A me questo suo aspetto piace moltissimo, nonostante la sua rapida evoluzione, anche se di anno in anno sembra che cambi, lei nel suo intimo è sempre la stessa e tutte le volte che appoggio il piede sul pedale io mi sento felice come la prima volta che ci siamo incontrati. Nonostante le cadute, le ferite e le sofferenze è un amore che resta inalterato nel tempo e tutte le volte che siamo assieme la sensazione è quella di essere una cosa sola.
Nel triathlon fondamentalmente sono impiegate due tipologie di biciclette, le bici da corsa e le cronometro.
L'impiego di una o dell'altra è fondamentalmente legato al regolamento della frazione bici, ovvero se è consentita o meno la scia.
Nelle gare di triathlon tradizionali (sprint e olimpico) è consentita la scia, quindi viene impiegata la bici da corsa.
La bici da corsa ha delle geometrie meno estreme, è sprovvista di appendici al manubrio e ha il classico manubrio con le corna.
Al pratico è una bici confortevole, maneggevole e permissiva, nonostante il telaio in carbonio le sue geometrie consentono di smorzare in modo importante le vibrazioni e di avere una guidabilità facile, reattiva e intuitiva.
Tutti questi suoi pregi la rendono la partner ideale per muoversi in gruppo, per avere la giusta reattività per saltare da una ruota all'altra, per reagire rapidamente a imprevisti di percorso e per farla girare dove vogliamo.
La bici da corsa è una bici da compagnia, tutte le volte che salgo su Piuma so già che ci divertiremo e faremo tutto quello che ci viene in mente senza farci troppi problemi.
La bici da cronometro è molto più particolare, ha delle geometrie diametralmente opposte rispetto alla bici da corsa, è molto rigida ed è fatta per le competizioni dov'è vietata la scia, quindi ottimizzata per agevolare la pedalata in solitaria.
La Cronometro oggettivamente è molto bella ma ha un caratteraccio, permalosa da morire, tutte le volte che salgo su Tricky se non la tratto da subito con i guanti s'imbizzarrisce per niente, però ragazzi che goduria poterla avere tra le mani.
Tricky è una lama nel vento, bisogna guidarla con rispetto e attenzione e vi assicuro vi regalerà emozioni che sono di un altro pianeta.
La bici da cronometro richiede un'intesa di coppia elevata, va guidata con delicatezza raccolti attorno alle sue forme, bisogna appoggiare delicatamente i gomiti sulle sue appendici portando la testa il più possibile vicino al manubrio, quasi a rassicurarla, quasi a farle sentire che siete solo voi due nel vento.
Lei vi da tutto, porta ogni singolo watt sull'asfalto, non disperde i vostri sforzi, in cambio vi chiede solo delicatezza e amore, il suo manubrio non va stretto con determinazione ma accarezzato con dolcezza e sicurezza, le curve non vanno improvvisate, ma pensate e pennellate, se le comunicherete le vostre intenzioni le sue ruote passeranno dove posate lo sguardo.
Riassumendo l'utilizzo di queste bici è strettamente legato a quello che volete fare e a quello che volete provare.
Entrambe regalano emozioni, l'importante è che non limitiate il vostro rapporto con la bici ad un semplice giro di pedale, guidatela, giocateci e parlateci, create un legame.
Perché come dice la voce fuori campo di "LIFE CYCLE", la bici è un insieme di cerchi che ne fanno girare altri, ma è il motore umano che dona eleganza al tutto.

Sergio Viganò


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