Le Pillole di Sergio

Pillola N° 27/18: SOFFRI MA SOGNI

5/8/2018 ...nella pillola di oggi, l'agonismo, concetto controverso...
Buona Lettura!

In quest'ultimo periodo ho avuto modo di stare parecchio solo con me stesso, complici le vacanze e lo studio sono rimasto nell'assolata Milano con la sola compagnia delle mie biciclette.
Stasera ero sul divano e fissavo piuma ancora posta sui rulli, era lì ferma ed elegante, mi sembrava mi chiedesse "allora che vuoi fare?".
Così mentre cercavo di darle una risposta convincente, ho pensato che in tutte queste pillole che ho scritto, non ho parlato di uno degli aspetti che più amo dello sport, la competizione.
Probabilmente la competitività è uno dei lati che meno piace della mia persona, essendo tesserato per una società prettamente a stampo amatoriale, la competizione non è sicuramente nelle priorità della maggior parte dei nostri tesserati.
Questo secondo me perché dietro all'immagine della competizione aleggia sempre la visione infantile del io vinco e tu perdi, dove la sconfitta solitamente ci mette a disagio e ci fa sentire in difetto rispetto agli altri.
Personalmente vivo la competizione più sotto l'ottica del confronto, per me è sempre stato un grande stimolo per crescere, per trovare nuove idee che mi permettessero di progredire.
Inevitabilmente per avere questa progressione bisogna passare dalla sconfitta, che può dare fastidio, ma sicuramente è un'ottima maestra, perché la vittoria non ci offre nulla se non l'euforia del momento, i segreti per raggiungerla si celano in tutte le posizioni dietro la prima.
La competizione è idealmente riportata su terzi, sui nostri avversari, ma concretamente è su noi stessi, sulla nostra capacità di migliorarci e sulla fiducia che riusciamo ad avere nei nostri mezzi.
In questa fiducia nei nostri mezzi, a mio avviso, si apre la parte più complessa della competizione.
E' più facile incassare la sconfitta di un avversario, possiamo darci mille scuse che ci rassicurano, la genetica, il tempo per allenarsi, l'età, la bici più bella e potrei andare avanti all'infinito... ma dirsi che non siamo stati all'altezza di un obiettivo che ci siamo posti, perché abbiamo sbagliato, beh quella è tutt'altra storia, ed è una storia molto più complessa.
La svolta in questo campo risiede sotto 3 aspetti secondo me:
1)Porsi obiettivi ambiziosi
2)Avere la capacità di soffrire
3)Accettare la sconfitta come modello di crescita e non di disfatta
Porsi obiettivi che ci sembrano irraggiungibili, è il primo passo verso il successo, porsi traguardi all'interno o vicino alla nostra zona di comfort non ci aiuterà a migliorare, sarà solo un placebo per dirci che abbiamo fatto qualcosa, un qualcosa che in realtà non ci soddisfa pienamente e soprattutto non ci permette di progredire, in sintesi...fatica sprecata.
La sofferenza ha indubbiamente un'accezione negativa, ma resta pur sempre un sentimento, un emozione, un dialogo con il nostro io più profondo.
Saper soffrire non vuol dire martirizzarsi, farsi del male, ma arrivare ad avere un dialogo intimo e personale con noi stessi, riuscire a capire cosa ci sta comunicando il nostro corpo e perché.
Spesso la sofferenza è un'emozione che ci travolge, accende tutte le nostre spie di allarme e ci intima di fermarci, il segreto sta nell'imparare a gestire quest'emozione trovando il modo di assecondare quest'energia per portarla al servizio della nostra progressione e non della nostra fermata.
Se questa sofferenza fosse più grande di voi, se proprio non riuscite ad arginarla, fa niente, fermatevi, vuol dire che questa volta le circostanze sono state più forti, che siete stati sconfitti.
In questa sconfitta risiede la vostra più forte arma per il miglioramento, ed è nascosta in una semplice domanda: "Perché?", quando riuscirete a discutere con voi stessi dei vostri insuccessi e non a denigrarvi, allora la vostra strada per il successo sarà spianata.
Perché la strada per la vittoria, la competizione, è come una lunga scala composta di tanti gradini alti uguali, ciascuno con una difficoltà diversa, e le uniche armi che avete per continuare a salire sono la pazienza e la fiducia in voi stessi.
In un mondo che c'impone la pigrizia, il divertimento e il risultato facile, un obiettivo ambizioso e la presunzione di andare a prendere qualunque cosa riteniate alla vostra portata è senza dubbio l'investimento migliore che possiate fare.

Sergio Viganò


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