Le Pillole di Sergio

Pillola N° 29/18: ALLENATI POCO DIVERTITI TANTO

19/9/2018 ...come disse qualcuno una volta: ed ora via, verso nuove avventure...  
Buona Lettura!  

Domani partirò alla volta della Slovenia, pronto a tornare sulla mia amata mezza distanza dopo un inizio di stagione completamente focalizzato sulla distanza breve e sul guadagnare velocità.
Quest'anno dopo le mazzate prese negli Stati Uniti nella scorsa stagione ho deciso di cambiare tutto, dall'allenamento all'ambiente che mi circondava.
Ho dato grossa importanza a due aspetti della preparazione, la qualità degli allenamenti e il riposo.
In termini di ore e chilometri ho drasticamente ridotto i volumi, ho eliminato sia le Maratone sia le mezze maratone e fino a luglio non credo di aver mai corso più di 60' consecutivamente, rigorosamente a ritmo lento.
Per compensare ho curato molto di più alcuni aspetti, come il lavoro in palestra e gli allenamenti di tecnica, in tutte e 3 le discipline.
Negli allenamenti invece la parola d'ordine è sempre stata qualità, allenarsi poco ma allenarsi forte.
Per i valori che hanno restituito i test prima della gara devo dire che è stata una scelta azzeccata, uno dei più grossi miglioramenti che ho avuto è stato indubbiamente a livello psicologico.
L'anno scorso, come quelli precedenti avevo dovuto sostenere dei grossi carichi di lavoro, soprattutto nella corsa, che oltre ad avermi fisicamente debilitato mi avevano letteralmente levato la voglia di allenarmi.
Avevo subito particolarmente la preparazione per la maratona di Milano, che per altro causa una forte crisi dopo il 38 km non mi aveva nemmeno regalato il tempo sperato.
Questa pesantezza mentale mi ha accompagnato per tutto il resto della stagione e della preparazione al Mondiale, che di fatto poi mi ha portato a siglare la mia seconda peggior prestazione di sempre, peggiore solo della mia gara d'esordio nel triathlon.
Così facendo autocritica mi son detto che il metodo di lavoro utilizzato si era dimostrato sbagliato, ho fatto un mese di stop completo e poi ho ripreso da zero e cambiato direzione.
A un anno di distanza da quel reset sono convinto di aver fatto la scelta giusta, le sensazioni alla vigilia della gara sono ottime e la testa è ben carica e concentrata.
Poi è noto a tutti, la gara è sempre un po' un salto nel buio, se le scelte di quest'anno sono state corrette saprò dirvelo solo lunedì.
Tuttavia secondo me l'importante è avere il coraggio di riconoscere i propri errori e, una volta trovati, d'intraprendere nuove strade per porvi rimedio.
Nei dettagli e nella qualità ho riscoperto il piacere di allenarmi e ho sviluppato un nuovo dialogo e una nuova sensibilità con il mio corpo.
In una società che ormai c'impone l'eccesso e l'ostentazione a discapito di classe e qualità, forse la vera rivoluzione risiede nella cura dei dettagli e nella costante ricerca della qualità e della cura della nostra persona.
D'altra parte se Eliud dopo il record del mondo ha dichiarato che dopo una maratona non corre per un mese e che due maratone in un anno sono troppe, un po' di fiducia nelle parole di una leggenda possiamo concedercela
.

Sergio Viganò


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