Le Pillole di Sergio

Pillola N° 32/18: FATTI NON FOSTE PER VIVER COME MULI

10/12/2018 ...chi si ferma, è perduto! Mica siamo dei dinosauri, pieghiamoci all'evoluzione!   
Buona Lettura!  

Uno dei miei più grandi difetti è indubbiamente la rapidità nell'annoiarmi.
Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di sfidante, qualcosa che mi stimoli e mi aiuti a crescere. Questo mio aspetto va apparentemente a cozzare con lo sport che pratico e in particolar modo con la corsa. D'altra parte a una prima analisi superficiale il gesto podistico consiste semplicemente nel mettere un piede davanti all'altro. Trascinarsi su una linea d'asfalto senza cognizione di causa, converrete con me, si addice più a un mulo che a un essere umano.
Una volta appurato che siamo esseri umani e non muli, possiamo finalmente aprirci alla corsa.
La corsa è in realtà qualcosa di veramente vasto e complesso, si presenta sotto molteplici sfumature, dalla pista alle montagne, dalla breve alla lunga distanza, dall'uscita tra amici all'agonismo puro.
Purtroppo nella maggior parte dei discorsi che sento correre,è ridotto solo a due valori, i chilometri percorsi e il passo medio tenuto.
Che è un po' come uscire con la donna/uomo dei vostri sogni e ruttare dopo il primo brindisi, sicuramente degno di nota ma forse poco funzionale.
La corsa prima di tutto è un rapporto con noi stessi, la possibilità di conoscerci meglio e soprattutto d'imparare a guidare il nostro corpo nel migliore dei modi.
Perché non ci chiediamo mai quanti passi posso fare in un minuto? Quanto tengo i piedi per terra? Con che forza colpisco il terreno? Quanta energia utilizzo per andare in avanti e quanta in realtà mi spinge in alto?
Abbiamo al polso orologi come il Vantage V e continuiamo a usarli come dei cronometri degli anni 80.
Sottovalutare tutte queste problematiche di fatto vuol dire penalizzare la nostra prestazione, spesso ci concentriamo sulla nostra forza muscolare, pensiamo solo ai nostri cavalli.
Più interessante è pensare alla trasmissione neuro muscolare, ai nostri stabilizzatori, ai nostri riflessi, tutti aspetti più che allenabili ma sempre fortemente sottovalutati.
Generalmente nei nostri allenamenti quando facciamo qualcosa di eccezionalmente diverso, affrontiamo delle ripetute o al più delle salite. Che aiutano si a mettere cavalli nel nostro motore ma trascurano tutto il resto. Molto importanti invece sono tutti quei lavori che ci consentono di fornire uno stimolo differente al nostro organismo, quei lavori che in un certo senso migliorano il nostro telaio e non il nostro motore, perché posso anche avere un motore Ferrari, ma se lo monto su una Panda alla prima sgasata la piego.
Saltelli, ostacolini, skip e sprint sono tutti lavori che possono aiutarci enormemente a migliorare la nostra espressione podistica. Riescono a rendere i nostri lavori più accattivanti, cercando di aumentare progressivamente la rapidità d'esecuzione oltre ad avere uno stimolo mentale, riesco a lavorare sul miglioramento della mia componente neuromuscolare.
Per migliorare la mia velocità posso spingere come un forsennato fino allo sfinimento e massacrando la mia muscolatura, oppure posso cambiare modo di vedere le cose e partire dal concetto che se voglio essere più veloce prima di tutto devo insegnare al mio corpo a muoversi più rapidamente. Non fatevi trascinare dalle mode, non rischiate di limitare le vostre corse a una routine noiosa, approcciatevi alle cose sempre dandogli un senso e ponendovi delle domande.
Uscite a giocare con i vostri piedi, inventatevi qualcosa di nuovo, qualunque cosa nuova andrete ad affrontare probabilmente vi porterà un miglioramento.
Nella staticità risiede l'ignoranza, la crescita è nell'esplorazione.

Sergio Viganò


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