Le Pillole di Sergio

Pillola N° 48/17:

21/11/2017  ...oggi si parla pure del Tavernello...  
Buona Lettura!  


Uno degli aspetti più belli della corsa è la sua capacità di metterci in comunicazione con noi stessi, di aiutarci nel capire i nostri limiti e a superarli.
Pur essendo un gesto molto semplice, quello podistico, è un gesto di straordinaria eleganza e soggetto a moltissime interpretazioni.
Si può passare dall’esplosività dei 100 metri alla gestione e alla resilienza presenti nella Maratona, in entrambe le distanze si parla di corsa, ma ci troviamo decisamente in due mondi completamente differenti.
Due mondi completamente diversi, certamente, ma pur sempre espressione dello stesso universo.
Fortunatamente la corsa va sempre più di moda, ma inspiegabilmente sembra che l’unica vera beneficiaria di tutto questo interesse resti solo lei, La Maratona.
Per non parlare di gare su strada e non, che contemplano anche distanze notevolmente superiori ai classi e romantici 42,195.
Come se il punto fosse diventato il percorrere tanti chilometri e non il correre.
Oggi vorrei condividere con voi un pensiero che mi ha accompagnato durante questo 2017, nato al termine della Maratona di Milano e cresciuto nei mesi successivi.
Per chi non lo sapesse, il mio percorso podistico è cominciato nel 2014 e, come molti, ho voluto subito buttarmi nella sfida della Maratona, da quel 6 aprile ho portato a termine 4 Maratone per arrivare a una conclusione tanto assurda quanto corretta, ovvero che non sono pronto per correre una Maratona.
In questi mesi ho avuto modo di allenarmi su diverse distanze e in diverse condizioni, ho avuto occasione di allenarmi in pista, in montagna, nelle campestri e su distanze stradali più brevi, ogni allenamento ha contribuito a mostrarmi un nuovo punto di vista della corsa, a regalarmi nuove emozioni e a conoscere meglio il mio corpo.
Tra le esperienze che più mi hanno colpito ci sono senza dubbio i 400 metri in pista, è incredibile come in una distanza così “breve” si possa trovare il perfetto connubio tra velocità pura e resistenza, da un punto di vista della gestione delle proprie energie è quanto di più interessante abbia potuto sperimentare.
Le corse campestri, la mia grande passione di quest’ultimo periodo, la loro imprevedibilità è elettrizzante…raramente si riesce a trovare un appoggio uguale all’altro, ti obbligano a cambiare continuamente assetto e passo, t’insegnano a giocare con le tue gambe, a conoscerle, a imparare a sfruttare il loro potenziale.
Correre i 5000 e i 10.000 metri sia in pista che su strada, i secondi forse sono più divertenti su strada, pur essendo distanze già di una certa importanza, possono essere percorse a ritmi decisamente allegri con cambi di passo che ci obbligano a gestire bene la respirazione e la nostra gestualità per mantenere una buona efficienza.
Potrei dilungarmi all’infinito, aprirmi alla corsa in ogni suo aspetto mi ha fatto tornare bambino, aiutandomi ad amare non ogni chilometro ma ogni metro percorso.
Per questo nel 2018 ho deciso di mettere da parte la Maratona, in cuor mio so di non meritarla e di non poterle rendere onore, d’altra parte se Zatopek avesse detto “…se volete vivere un'altra vita PERCORRETE una maratona” non avrebbe riscosso lo stesso successo.
La corsa è un universo meraviglioso, vastissimo e intrigante, ogni suo pianeta ha qualcosa da regalarci e insegnarci…piccoli segreti che ci aiutano a crescere e a migliorarci.
Date alla corsa e alle sue sfaccettature una possibilità, lanciatevi in nuove avventure, rinunciate all’ennesima anonima medaglia da finisher a vantaggio di una nuova esperienza, troverete nuovi stimoli e conoscerete nuove persone che contribuiranno alla vostra crescita personale e sportiva.
Ognuna di quest’esperienza vi permetterà di migliorare tanti aspetti di questo sport che tanto amiamo e senza che possiate accorgervene cambieranno il vostro approccio e la vostra consapevolezza, permettendovi di correre incontro alla vostra regina senza vivere crisi e senza perdere il ritmo.
Gustatevi la corsa e permettete alle vostre Maratone, da Regine quali sono, di essere il vostro Champagne del giorno di festa e non il Tavernello della domenica.

Sergio Viganò


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