Le Pillole di Sergio

Pillola N° 50/17:

5/12/2017 ...nella penultima Pillola Smart dell'anno Coach Sergione ci parla (anche) di quando sembrava Harry Potter...  
Buona Lettura!  


Uno degli aspetti che più amo dello sport è che pone tutti sullo stesso piano, c’è una linea di partenza e una di arrivo e tra di esse un percorso, con le sue difficoltà e i suoi imprevisti.
Lo sport, per quanto mi riguarda, è un’ottima metafora della vita, un’attività formativa che ti regala esperienze perfettamente spendibili nel quotidiano.
Lo sport è una delle poche cose veramente oneste nella vita, ti restituisce esattamente quello per cui hai lavorato, a volte può essere crudele e altre stupefacente nella sua onestà.
Lo sport regala a tutti un sogno, una possibilità di miglioramento, uno stimolo per raggiungere più facilmente un traguardo che ci appaga e in cambio ci chiede solamente un po’ di passione e di voglia di mettersi in gioco.
Durante il nostro percorso di vita tutti abbiamo incontrato qualcuno pronto a dirci che non eravamo all’altezza, che certi sogni sono per altri, che ci sono predestinati e persone normali.
Quando avevo 4 anni sono stato operato alla gamba a causa di un tumore benigno alla tibia sinistra, questo ha comportato una differenza molto fastidiosa nella lunghezza delle due gambe inizialmente, che fortunatamente con lo sviluppo, pur rimanendo presente, è andata appianandosi.
Ho una miopia abbastanza marcata, che per elementari e medie mi ha costretto ha portare degli occhiali in stile Harry Potter, una volta persi i denti da latte i miei definitivi sono spuntati tutti girati di 90 gradi…il che mi ha costretto ha portare 3 apparecchi fissi dalla quarta elementare alla prima liceo.
Riassumendo, ero lo sfigato della scuola, dell’oratorio…in generale del posto in cui mi trovavo in quel momento.
Diciamo che ho passato 5 anni a farmi bullizzare, circondato da persone che si premuravano di dirmi che ero inadeguato e inappropriato.
Fondamentalmente gli alter Ego di chi vi dice che siete in sovrappeso ma un fisico scolpito è solo per i modelli, di chi vi dice che potete correre ma di scordarvi certi risultati, di chi vi dice che il triathlon è bello ma richiede troppo tempo… per non parlare delle acque libere.
Un bel giorno ho scoperto la BMX, ho iniziato ad allenarmi e a saltare, ho capito che non ero un disastro su tutto e se m’impegnavo…miglioravo.
In questo modo ho iniziato a credere in me stesso e a investire su di me, fino a quando un bel giorno del 2010 sono stato contattato per fare il protagonista del trailer del decimo anniversario del Bicycle Film Festival.
Il trailer si conclude con me, che dopo una breve rincorsa, salto all’interno di un cerchio di fuoco con la mia bici.
Da questa ripresa scaturì un bellissimo scatto che fu utilizzato allo scopo di pubblicizzare l’evento, e fu affisso all’ingresso della triennale.
Immaginatevi… io, lo sfigato di Milano, protagonista di uno scatto appeso all’ingresso della triennale.
Quest’avvenimento mi motivò tantissimo.
Oggi non vado più in bmx, almeno non più come prima...faccio triathlon, o almeno ci provo.
Ho iniziato nel 2015 e come tutti mi sono recato in una società per chiedere informazioni riguardo al mio nuovo interesse, la prima cosa che mi hanno detto è stata :”… la vedo dura, decisamente non sei un triatleta”.
Due anni dopo ho ottenuto il mio primo podio di categoria e la mia prima slot a un mondiale 70.3(sempre di categoria).
Qualunque cosa farete, troverete sempre qualcuno che cercherà di rallentarvi, d’insinuare in voi il dubbio sul vostro potenziale e sulle vostre possibilità di realizzare il sogno che vi siete prefissati.
Fondamentalmente sono persone che cercano di riflettere su di voi le loro paure e insicurezze per non rimanere sole nel loro disagio.
Un po’ come facevo io con Diletta, quando cercavo scuse per non andare al mare perché me la facevo sotto all’idea di nuotarci in mezzo. Ora che ho attraversato anche la laguna di Venezia e mi son reso conto che è fattibile, è lei che deve tirarmi fuori dall’acqua e a livello di organizzazione delle vacanze c’è un clima più disteso.
Circondatevi di persone positive ed equilibrate, amici che sappiano spronarvi e nel caso correggervi quando sbagliate, soprattutto fate tesoro degli errori che fate e cercate d’imparare da essi.
Oltre all’alimentazione e agli allenamenti, nello sport, la psicologia gioca un ruolo fondamentale.
Qualunque sia il vostro obiettivo, i vostri successi dipendono da voi e dalla fiducia che avete nel vostro potenziale, nei vostri mezzi e il vostro potenziale è molto più grande di quanto possiate immaginare.
Ponetevi delle sfide avvincenti, realmente sfidanti, uscite dalla comfort zone… magari non raggiungerete il vostro obiettivo in poco tempo, sicuramente incontrerete la fatica, le difficoltà, in alcuni momenti sarete voi stessi a dubitare del vostro potenziale… ma vi assicuro che lavorandoci bene, con la costanza e l’onestà riuscirete ad arrivare ovunque vorrete.

Sergio Viganò


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