Le Pillole di Sergio

Pillola N° 9/18: TRI IS MEGL CHE ONE

13/3/2018 ...in vista del Collegiale VPevents di Cattolica, Coach Sergione torna a parlare di Triathlon...  
Buona Lettura!  

Dopo una lunga pausa, in vista del primo collegiale targato Verde Pisello a Cattolica, torno finalmente a parlare di Triathlon.
Cercherò d’introdurre alcuni aspetti pratici che saranno poi approfonditi durante lo stage, in modo da provare a sfatare qualche mito e da fornirvi qualche indicazione utile per innamorarvi sempre di più di questo mondo fantastico.
Il nuoto, è la disciplina più snobbata da chi comincia la sua avventura nella triplice, fondamentalmente perché è la disciplina più tecnica e che più delle altre ci racchiude in uno spazio chiuso.
Trascurarlo è l’errore più grosso che si possa fare nella preparazione di una gara di triathlon, la prima cosa che va assolutamente curata è la tecnica di nuotata, per fare questo dovete necessariamente affidarvi a un professionista.
Oltre al problema della velocità, che può essere relativo, una nuotata efficace vi consentirà di consumare meno energie, questo è un aspetto molto importante in ottica gestione gara, dovete sempre tenere a mente che dopo la vostra nuotata sarete solo a 1/3 della vostra prova e tutte le energie che risparmiate nelle fasi iniziali vi torneranno utili nelle altre fasi di gara.
Non trascurate la gambata, anche se la leggenda imperante è quella del “tanto le gambe non servono a niente”, avere una gambata regolare e morbida conferirà più stabilità al vostro assetto e vi fornirà un po’ di propulsione in più, inoltre manterrà ben vascolarizzate le vostre gambe in modo che siano più pronte quando dovranno iniziare a lavorare in modo più deciso sulla bici. Dimenticarsi delle gambe durante il nuoto potrebbe voler dire vivere veramente male la transizione e le prime fasi della bici, obbligandovi per altro a un ulteriore sforzo energetico.
Una volta saliti in bici ci si addentra nella frazione più lunga della gara, la cosa più importante per quanto riguarda le distanze più brevi è sapersi muovere all’interno del gruppo, per la vostra sicurezza e per quella dei vostri amici anche in allenamento cercate di provare a spostarvi in gruppo e a darvi i cambi.
L’errore più comune che possiate fare è quello di guardare la ruota posteriore dell’atleta che vi precede perdendo di vista quello che vi circonda, quando si va in bici è sempre meglio avere ben chiaro cosa succede davanti e intorno a noi, in modo da anticipare eventuali imprevisti.
Per quanto riguarda la tecnica, cercate di utilizzare una pedalata rotonda, in modo da ripartire lo sforzo tra tutti i muscoli della vostra gamba, in questo modo vi sentirete più fluidi e avrete un senso di affaticamento minore.
Da un punto di vista tattico la frazione ciclistica è un ottimo momento per idratarsi e integrare a livello energetico, in modo da arrivare pronti all’ultima frazione.
Scesi dalla bici comincia la frazione più impegnativa, la corsa, non tanto per il gesto atletico in se, ma perché essendo l’ultima ci trova già abbastanza affaticati.
Il passaggio da bici a corsa è abbastanza stressante, pur coinvolgendo sempre le gambe, la nostra muscolatura si trova a doversi muovere secondo delle dinamiche completamente diverse.
Per ottimizzare la nostra frazione podistica è importante avere una buona tecnica di corsa, che ci consenta di sfruttare al meglio le nostre energie residue. Per ottenerla è bene inserire nella nostra preparazione degli esercizi specifici per la tecnica, in modo da migliorare la reattività dei nostri piedi e la nostra postura, e delle sedute di corsa breve e veloce che forniscono degli stimoli importanti alla nostra muscolatura rendendoci anche più facile il mantenimento di una postura corretta.
Questa è solo una rapida infarinatura sugli errori più grossolani che si possono incontrare all’inizio del proprio percorso da triatleti, con tutti quelli che ho fatto io in questi anni, potremmo scrivere una collana, ma spero che già questi possano esservi utili nell’aggiustare alcuni aspetti.
Vi aspetto a Cattolica per approfondire questo fantastico mondo, non vedo l’ora di Venerdì, condividere la propria passione divertendosi con un bel gruppo di amici è sicuramente il modo più efficace per migliorare e lasciare a casa la fatica.

Sergio Viganò


Condividi questo articolo:

SOCIAL SPOTLIGHT

VPg390